Impermeabilizzare la cantina: dall’interno o dall’esterno?
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La possibilità di impermeabilizzare una cantina umida dall’interno o la necessità di portare alla luce la parete esterna dipendono soprattutto dalla causa dell’umidità, non da quale soluzione richieda meno lavoro. Se l’umidità risale dal basso per capillarità attraverso la muratura, una barriera orizzontale installata in un secondo momento può risolvere proprio questo problema. Se invece la falda freatica preme dall’esterno contro la parete della cantina, spesso una semplice impermeabilizzazione interna non basta, perché la parete continua a inumidirsi dall’esterno e quindi rimane più fredda rispetto a una parete impermeabilizzata dall’esterno. Prima ancora di scegliere un metodo, vale la pena fare una semplice verifica preliminare: a volte, dietro a quella che sembra umidità proveniente dal terreno, c’è semplicemente un tubo che perde sulla linea principale dell’acqua, un problema che si può risolvere indipendentemente da qualsiasi intervento di impermeabilizzazione.
- È la causa a determinare il metodo: umidità di risalita, umidità laterale proveniente dal terreno, acqua in pressione e condensa richiedono approcci diversi.
- Un test del contatore dell’acqua permette di verificare in 15-30 minuti se c’è una perdita sulla linea principale, prima di intervenire sulla parete.
- L’impermeabilizzazione interna di solito non riesce a bloccare in modo affidabile l’acqua in pressione, mentre quella esterna è più completa, ma anche più impegnativa.
- Una barriera orizzontale installata in un secondo momento arresta l’umidità di risalita, ma non l’acqua in pressione o quella che penetra lateralmente.
Da dove proviene davvero l’umidità in cantina
Le pareti umide in cantina raramente hanno una sola causa. Secondo il centro per la tutela dei consumatori della Baviera, l’umidità in cantina è spesso dovuta a un’alluvione o a un danno causato dall’acqua, all’umidità che penetra dal terreno oppure alla condensa sulle pareti; di conseguenza, gli interventi di risanamento più adatti variano quanto le cause stesse (fonte: Cantina umida – centro per la tutela dei consumatori della Baviera). Nella pratica si possono distinguere quattro situazioni di base.
L’umidità di risalita si forma quando nella muratura manca una barriera orizzontale o questa è danneggiata, consentendo all’acqua di risalire dal basso attraverso la parete per capillarità. L’umidità laterale proveniente dal terreno ha un’origine diversa: in questo caso manca o non funziona l’impermeabilizzazione verticale sul lato esterno della parete della cantina e l’umidità del terreno circostante penetra lateralmente. L’acqua in pressione è un caso ancora diverso, perché la falda freatica o l’acqua temporaneamente accumulata esercitano una pressione effettiva sulla parete. Per questo la norma DIN 18533 sull’impermeabilizzazione degli edifici distingue espressamente tra umidità del terreno e acqua non in pressione, classificate come classe di esposizione all’acqua W1-E, e acqua in pressione, classificata come W2-E: fino a una profondità d’immersione di tre metri, l’acqua in pressione è considerata un’esposizione moderata (W2.1-E); oltre tale profondità è considerata un’esposizione elevata (W2.2-E) (fonte: DIN 18533: classi di esposizione all’acqua – Forum Verlag). Questa classificazione non è solo teorica, perché contribuisce a determinare quanto dovrà essere impegnativo e quanto dovrà essere efficace l’intervento di impermeabilizzazione.
La condensa, infine, non ha nulla a che fare con il terreno: si forma quando l’aria calda e umida, per esempio nelle giornate estive più calde o proveniente dagli elettrodomestici, incontra le pareti più fredde della cantina e vi condensa. Se si interviene solo sulla parete senza cambiare le abitudini di aerazione, in questo caso il problema non si risolve. Proprio perché nella pratica queste quattro situazioni spesso si sovrappongono, vale la pena osservare l’umidità in più punti anziché attribuirla subito a una sola causa.
Prima di tutto, verifichi: l’acqua proviene davvero dal terreno o c’è un tubo che perde?
Prima di investire tempo e denaro nell’impermeabilizzazione di una parete, vale la pena fare una verifica spesso trascurata: una perdita continua sulla propria linea principale dell’acqua può causare un’umidità che sembra provenire dal terreno, ma ha un’origine del tutto diversa e una soluzione molto più semplice.
Il test del contatore dell’acqua, passo dopo passo
Il test non costa nulla e dura mezz’ora: chiuda tutti i rubinetti, la lavatrice, la lavastoviglie e lo scarico del WC, annoti la lettura del contatore con tutte le cifre decimali, attenda 15-30 minuti senza consumare acqua e poi controlli di nuovo il contatore. Se, nonostante la pausa, il contatore continua ad avanzare, c’è una perdita da qualche parte nell’impianto idrico domestico (fonte: Come riconoscere una rottura di un tubo: segnali e test del contatore dell’acqua – approno.de).
Misurare l’umidità: asciutto, umido o bagnato?
Un misuratore capacitivo dell’umidità può aiutare a valutare l’entità e la distribuzione dell’umidità. Questi apparecchi indicano valori adimensionali, detti digit: fino a 40 la muratura è considerata asciutta, tra 40 e 80 umida e oltre 80 bagnata. La misurazione è significativa solo se confronta più punti della parete con un punto di riferimento sicuramente asciutto, mantenendosi a distanza da parti metalliche e tubazioni che potrebbero falsare il risultato (fonte: Verificare l’umidità della muratura: come misurarla correttamente – hausjournal.net). Anche capire se l’umidità si diffonde prevalentemente dal basso verso l’alto o se è distribuita uniformemente su tutta la superficie della parete è già un indizio importante sulla causa, come vedremo più avanti.
Una perdita continua sulla linea principale è un problema fondamentalmente diverso dalla pressione della falda freatica o dall’umidità di risalita capillare nella parete, perché si può riparare senza modificare la muratura. È proprio qui che entra in gioco un dispositivo che controlla costantemente la linea principale: un Rilevatore di perdite d'acqua intelligente per tutta la casa con valvola di spegnimento automatico viene installato direttamente sulla linea principale dell’acqua, misura costantemente la portata e chiude automaticamente la linea non appena rileva una portata anomala persistente, come può accadere, per esempio, in caso di un raccordo che gocciola o di un danno importante a un tubo. Non sostituisce la diagnosi della parete della cantina, ma aiuta a individuare una perdita continua alla fonte, prima che si manifesti sulla muratura come un presunto problema di umidità. L’articolo sui rilevatori intelligenti di perdite d’acqua e sulle valvole di intercettazione automatiche spiega nel dettaglio come funziona un sistema di questo tipo.
Impermeabilizzazione interna: cosa può fare e quali sono i suoi limiti
L’impermeabilizzazione interna è spesso l’unica soluzione praticabile quando non è proprio possibile intervenire dall’esterno, per esempio perché l’edificio si trova direttamente sul confine della proprietà, perché una platea impedisce i lavori di scavo o perché lo scavo è escluso per altri motivi. In questi casi si applica dall’interno una malta impermeabilizzante minerale o un rivestimento simile, che dovrebbe impedire all’umidità di penetrare negli ambienti abitabili.
I limiti di questo metodo emergono quando l’acqua preme sulla parete. In presenza di acqua in pressione, l’impermeabilizzazione interna potrebbe non essere sufficiente: la parete continua a inumidirsi dall’esterno e quindi rimane sensibilmente più fredda rispetto a una parete impermeabilizzata dall’esterno (fonte: Impermeabilizzare la cantina: come fare dall’interno e dall’esterno – ausbaupraxis.de). Non è un dettaglio estetico: una parete costantemente umida disperde calore più rapidamente e rimane esposta alla formazione di muffa sulla superficie interna, anche se il rivestimento sembra impermeabile.
Impermeabilizzazione esterna: la soluzione più completa, ma più impegnativa
L’impermeabilizzazione esterna è considerata il metodo più completo perché isola interamente la muratura dal terreno circostante, anziché intervenire soltanto sulla superficie interna (fonte: Impermeabilizzare la cantina: come fare dall’interno e dall’esterno – ausbaupraxis.de). È la scelta prioritaria per gli edifici più vecchi privi di impermeabilizzazione verticale, quando l’impermeabilizzazione esterna è visibilmente danneggiata e ogni volta che la causa è la pressione della falda freatica, perché in questi casi una soluzione interna mostra i suoi limiti.
Un’impermeabilizzazione esterna completa richiede più di un rivestimento o di una malta impermeabilizzante sulla parete: un sistema di drenaggio convoglia l’acqua lontano dall’edificio, anziché lasciarla scorrere lungo la parete, e integra lo strato impermeabilizzante vero e proprio. La parte più impegnativa è lo scavo intorno alla casa, ed è proprio qui che emergono anche i limiti pratici: i confini della proprietà, gli edifici direttamente adiacenti o il suolo pubblico vicino all’edificio possono ridurre lo spazio di lavoro necessario o richiedere ulteriori accordi.
Fermare l’umidità di risalita: la barriera orizzontale installata in un secondo momento
Per l’umidità di risalita capillare esiste una soluzione specifica: la barriera orizzontale installata in un secondo momento con un trattamento a iniezione. Si praticano fori nella muratura a una determinata altezza e vi si inserisce un prodotto idrorepellente, per esempio a base di silano o silossano. Il prodotto chiude i capillari nella muratura, impedendo all’acqua di risalire dal basso (fonte: Barriera orizzontale – Wikipedia).
È importante chiarire a cosa serve questo metodo e a cosa no: arresta l’umidità di risalita capillare, ma non l’acqua in pressione né quella che penetra lateralmente. Chi fa installare una barriera orizzontale per contrastare la pressione della falda freatica interviene sulla causa sbagliata. Inoltre, se la muratura è molto impregnata d’acqua, per esempio con un grado di saturazione di circa il 95%, prima dell’iniezione la parete deve asciugarsi, altrimenti il prodotto non riesce a penetrare nei capillari in modo affidabile.
Quale metodo è adatto a ciascuna causa
La tabella seguente riassume quale metodo è adatto a ciascuna causa e quali problemi non risolve, così da evitare di intervenire sulla parte sbagliata:
| Causa | Metodo tipico | Cosa non risolve il metodo |
|---|---|---|
| Umidità di risalita (capillare) | Barriera orizzontale installata in un secondo momento tramite iniezione | Umidità laterale proveniente dal terreno o acqua in pressione |
| Umidità laterale proveniente dal terreno, non in pressione | Impermeabilizzazione esterna (rivestimento o malta impermeabilizzante) con drenaggio | Umidità di risalita, se manca anche la barriera orizzontale |
| Acqua in pressione (falda freatica) | Impermeabilizzazione esterna secondo la norma DIN 18533, di solito con drenaggio; impermeabilizzazione interna solo come soluzione di emergenza | La parete non rimane asciutta a lungo se si interviene solo dall’interno |
| Condensa dovuta a un’aerazione scorretta | Adeguare le abitudini di aerazione, verificare l’isolamento e l’umidità dell’aria | Problemi strutturali di umidità che provengono effettivamente dal terreno |
| Perdita sulla linea principale dell’acqua | Test del contatore dell’acqua, riparazione, monitoraggio continuo della linea principale | Umidità che, indipendentemente da ciò, proviene effettivamente dal terreno |
Questa corrispondenza mostra perché vale la pena individuare prima la causa, anziché iniziare dal metodo che sembra più facile da applicare: anche un intervento eseguito a regola d’arte risolve il problema sbagliato se la diagnosi di partenza non è corretta.
Quando è opportuno rivolgersi a un perito edile
Spesso il tipo di umidità permette già di capire se serve una barriera orizzontale o verticale: se l’umidità risale chiaramente dal basso, è probabile che ci sia un problema con la barriera orizzontale; se invece è distribuita su tutta la parete, è più probabile che si tratti di acqua che penetra lateralmente o in pressione (fonte: Impermeabilizzare una cantina in un secondo momento: panoramica delle possibilità – mein-eigenheim.de). Quando non è possibile stabilire con certezza a quale situazione corrisponda, vale la pena chiedere una valutazione professionale prima di investire tempo e denaro nel metodo sbagliato.
Anche in caso di scavi vicino ai confini della proprietà o in presenza di edifici adiacenti è opportuno rivolgersi a un perito edile, perché oltre all’impermeabilizzazione entrano in gioco questioni di vicinato e di diritto edilizio. Lo stesso vale in generale per gli interventi di impermeabilizzazione verticale: se eseguiti in modo scorretto, possono causare crepe nella muratura o danni alle tubazioni esistenti, con costi di riparazione successivi nettamente superiori a quelli necessari per risolvere il problema iniziale dell’umidità.
Proteggere sistematicamente la propria cantina dall’umidità in questo modo significa affrontare una parte dei possibili rischi legati all’acqua in casa. Un rischio diverso e indipendente è il riflusso delle acque di scarico in caso di piogge intense; l’articolo su come installare una valvola antiriflusso in un secondo momento spiega quando è opportuno installarne una. Chi vuole approfondire la protezione dall’acqua e la prevenzione delle alluvioni intorno alla casa può trovare altre informazioni nell’archivio del blog. Indipendentemente dal metodo di impermeabilizzazione scelto, il test del contatore dell’acqua e, se lo si desidera, il monitoraggio continuo della linea principale restano un semplice primo passo, utile a prescindere dalle condizioni della parete della cantina.