Quale acqua per la macchina del caffè? Rubinetto, filtro o bottiglia
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Chi si interroga sull’acqua da usare per la macchina del caffè riceve di solito due consigli contemporaneamente: l’acqua dovrebbe avere un buon sapore e dovrebbe lasciare il minor numero possibile di depositi nella macchina. In realtà si tratta di due caratteristiche distinte dell’acqua, che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. Il gusto dipende soprattutto dal cloro e dalle sostanze odorose, mentre i depositi di calcare sono causati dal calcio e dal magnesio disciolti, cioè dalla durezza dell’acqua. Un filtro a carbone attivo, come quelli che si montano anche sul rubinetto, è pensato proprio per il primo problema e praticamente non modifica il secondo. Chi cerca di risolverli entrambi con un’unica soluzione finisce per acquistare quella sbagliata per metà del problema.
Due problemi diversi: gusto e calcare
In Germania, il gusto dell’acqua del rubinetto è influenzato, tra le altre cose, dalla disinfezione con cloro gassoso, biossido di cloro o ipoclorito di sodio; secondo il regolamento tedesco sull’acqua potabile, i fornitori sono tenuti a informare i clienti sulla clorazione (Fonte: Clorazione – Wikipedia). Sono queste sostanze, insieme agli odori e ai sapori che ne derivano, a essere trattate da un filtro a carbone attivo.
Il calcare nel bollitore, nella macchina del caffè o nella caldaia, invece, è causato dal calcio e dal magnesio disciolti: quando l’acqua viene riscaldata, la CO2 disciolta fuoriesce, alterando l’equilibrio tra calcare e acido carbonico e facendo precipitare il carbonato di calcio sotto forma di incrostazioni (Fonte: Durezza dell’acqua – Wikipedia). Questo meccanismo non ha nulla a che fare con il cloro o gli odori, e nessun filtro a carbone può modificarlo. Le due questioni richiedono quindi verifiche separate: qual è la durezza effettiva della mia acqua e cosa voglio cambiare nel suo gusto.
Come scoprire la durezza dell’acqua del rubinetto?
Prima di decidere se un filtro modifica o meno la durezza, vale la pena verificare il valore effettivo relativo al proprio indirizzo. In Germania, dal 2007 la durezza dell’acqua è suddivisa in tre classi: dolce sotto 1,5 mmol/l, ovvero sotto 8,4 °dH; media tra 1,5 e 2,5 mmol/l; e dura sopra 2,5 mmol/l (Fonte: Durezza dell’acqua – Wikipedia).
Chiedere al fornitore dell’acqua
Di solito i fornitori comunicano la durezza dell’acqua erogata su richiesta o tramite il proprio sito web (Fonte: Durezza dell’acqua – Wikipedia). È il dato più affidabile, perché si riferisce all’effettiva area servita e non a una media nazionale.
Usare una mappa della durezza come orientamento generale
Le mappe generali della durezza nella propria zona offrono una prima valutazione approssimativa, in attesa della conferma del fornitore. Non sostituiscono il dato fornito dall’azienda, ma aiutano a riconoscere subito un valore palesemente fuori scala.
Verificare personalmente con una striscia reattiva o un test a gocce
Chi vive in una zona servita da una rete mista o dispone di un dato non aggiornato può verificare ulteriormente la durezza in casa con una striscia reattiva o un test a gocce. Non sostituisce un dato ufficiale, ma permette di capire rapidamente se l’abitazione rientra davvero nell’intervallo indicato.
Cosa cambia davvero un filtro a carbone attivo montato sul rubinetto
Il carbone attivo agisce tramite adsorbimento: le sostanze che causano odori e alterazioni del gusto, i composti associati al cloro e determinate tracce di sostanze organiche e particelle si depositano sulla superficie del carbone (Fonte: Filtro a carbone attivo – Wikipedia). Gli ioni minerali disciolti, come calcio e magnesio, non rientrano tra le sostanze trattenute, perché l’adsorbimento è un processo diverso dallo scambio ionico o dall’osmosi inversa. Per questo la pagina del prodotto del Hydrion Filtro per rubinetto digitale con cartuccia al carbone descrive un miglioramento del gusto, non una riduzione della durezza.
Secondo la pagina del prodotto, un selettore laterale permette di scegliere tra un’uscita filtrata, attraverso la cartuccia a carbone attivo, e un’uscita originale che bypassa il filtro; la cartuccia va sostituita circa ogni tre mesi, a seconda della qualità dell’acqua e dell’utilizzo (fonte: pagina del prodotto). Per gli usi in cui il gusto non conta, come lavare i piatti, l’uscita originale è la scelta più semplice, mentre quella filtrata è pensata per l’acqua da bere e per preparare il caffè.
Cosa dice il manuale della tua macchina del caffè e perché è importante
Molte macchine del caffè chiedono la durezza dell’acqua locale durante la configurazione, così da adeguare il promemoria di decalcificazione integrato alla durezza effettiva, anziché a un intervallo standard. È meglio inserire direttamente il valore indicato dal proprio fornitore, perché impostare una durezza troppo bassa fa sì che la macchina chieda di essere decalcificata meno spesso di quanto suggerisca la qualità effettiva dell’acqua. L’intervallo specifico da seguire viene stabilito dalla macchina stessa; questo articolo evita volutamente di indicare un valore standard, perché varia da un produttore all’altro e da un tipo di macchina all’altro.
Perché alcune indicazioni riportano anche un valore minimo di durezza
Le guide specializzate sull’acqua per il caffè considerano la durezza totale (GH) e la durezza carbonatica (KH) due proprietà distinte, entrambe in grado di influire sul gusto, e sconsigliano esplicitamente l’uso di un impianto di desalinizzazione per l’acqua da caffè, perché riduce la durezza mentre la durezza carbonatica rimane relativamente alta, modificando così il rapporto tra i due valori (Fonte: Acqua per il caffè – kaffeemacher.de). Queste indicazioni derivano dal trattamento dell’acqua per caffè filtro ed espresso effettuato da un torrefattore, non da istruzioni ufficiali del produttore per una macchina specifica; per ragioni analoghe, alcune indicazioni per le macchine con caldaia in metallo riportano anche un limite minimo, non soltanto uno massimo. Il valore più basso possibile, quindi, non è automaticamente l’obiettivo. Per sapere quali valori siano validi per la propria macchina, l’unica fonte affidabile è il manuale, non una tabella generale trovata online.
Acqua del rubinetto, filtrata o in bottiglia: un breve confronto
Una volta verificata la durezza effettiva e impostata la macchina, è più facile prendere la decisione vera e propria:
| Tipo di acqua | Gusto (cloro/odori) | Durezza (calcare) |
|---|---|---|
| Acqua del rubinetto | dipende dalla rete locale; talvolta il sapore di cloro è percettibile | dipende dalla rete locale; chiedi il valore al fornitore |
| Acqua del rubinetto filtrata con carbone attivo | migliora, secondo la pagina del prodotto, perché il cloro e le sostanze odorose vengono adsorbiti | invariata; la durezza dell’acqua della rete rimane la stessa |
| Acqua in bottiglia | dipende dall’etichetta e varia molto da una marca all’altra | è indicata sull’etichetta; un’acqua con pochissimi minerali non è automaticamente la scelta migliore |
Le differenze tra le bottiglie non dipendono soltanto dalla pubblicità: in Germania le acque minerali vengono classificate in base al contenuto di minerali e allo ione predominante, come cloruro, solfato o idrogenocarbonato; se il contenuto di minerali è pari o superiore a 1.500 mg/l, possono riportare la dicitura «ad alto contenuto di minerali». Al di sotto di questa soglia, la composizione varia notevolmente da una marca all’altra (Fonte: Acqua minerale – Wikipedia). Una bottiglia con pochissimi minerali, quindi, non è un sostituto affidabile del dato sulla durezza indicato dal produttore, ma una variabile a sé, da verificare proprio come l’acqua del rubinetto. Chi desidera saperne di più sulla composizione generale dell’acqua del rubinetto in Europa può trovare informazioni nell’articolo sull’acqua del rubinetto in Europa; per capire meglio il valore TDS, invece, è utile l’articolo sui TDS nell’acqua.
In breve
Il procedimento che emerge dalle sezioni precedenti si può riassumere in tre passaggi. Per prima cosa, chiedi al tuo fornitore il valore effettivo della durezza dell’acqua, invece di affidarti a un dato generico trovato online. Poi inserisci quel valore nelle impostazioni della macchina del caffè seguendo il manuale, così che il promemoria di decalcificazione corrisponda alla realtà. Infine, per quanto riguarda il gusto, valuta separatamente se fa al caso tuo un filtro per rubinetto come il Hydrion Filtro per rubinetto digitale con cartuccia al carbone, tenendo presente che, secondo la pagina del prodotto, dovrebbe migliorare il gusto, ma non modifica l’impostazione della durezza nella macchina, che va comunque configurata seguendo il manuale.