Stainless Steel Faucet Water Filter – 304 Food Grade, 4-Layer Activated Carbon, Filtered/Unfiltered Switch, Universal Fit

Filtro anticalcare per rubinetto: cosa non fanno carbone e ceramica

Chi nota depositi bianchi sul rubinetto e sta valutando un filtro anticalcare con cartuccia a carbone attivo o in ceramica dovrebbe prima sapere cosa è in grado di fare tecnicamente questo tipo di filtro: migliora il gusto, trattiene gli odori di cloro e blocca i sedimenti, ma non riduce in modo percepibile la durezza dell’acqua e, di conseguenza, nemmeno il valore TDS. Gli ioni di calcio e magnesio, responsabili del calcare nell’acqua di rete, si legano solo in minima parte al carbone attivo, perché questo materiale trattiene soprattutto le molecole organiche e il cloro. Chi vuole davvero ridurre il calcare ha bisogno di un addolcitore a scambio ionico, solitamente installato a monte per l’intera abitazione, non di un singolo filtro per rubinetto.

  • Il calcare nell’acqua di rete è calcio e magnesio disciolti, non sporco visibile che un setaccio o uno strato di carbone possano semplicemente trattenere.
  • Il carbone attivo agisce per adsorbimento sulla sua ampia superficie interna e aiuta quindi a ridurre il sapore di cloro, i sedimenti e determinate sostanze organiche, ma ha scarso effetto sui minerali disciolti.
  • Il valore TDS misura complessivamente tutte le sostanze disciolte; un filtro che non riduce la durezza modifica appena questo valore, anche se migliora nettamente il gusto e l’odore.
  • Chi vuole davvero ridurre il calcare ha bisogno di un impianto di addolcimento a scambio ionico, solitamente installato centralmente, non di un singolo filtro per rubinetto.

Che cosa si intende davvero per «calcare» nell’acqua di rete

Nella vita quotidiana, con «calcare» sul rubinetto si intendono di solito due cose: i depositi bianchi su rubinetti e soffioni della doccia e la sensazione che l’acqua sia «dura». Dal punto di vista tecnico, il termine indica la quantità di calcio e magnesio disciolti nell’acqua, cioè due minerali che raggiungono le acque sotterranee quando l’acqua attraversa le rocce. Questi ioni sono completamente disciolti nell’acqua e precipitano sotto forma di cristalli visibili solo quando l’acqua viene riscaldata o evapora; perciò, direttamente dal rubinetto, il calcare è invisibile, anche se in seguito è visibile come deposito sul rubinetto.

In Germania la durezza si indica di solito in gradi tedeschi (°dH), più raramente in mmol per litro. Un mmol/l corrisponde a circa 5,6 °dH, mentre l’unità più vecchia si riferisce storicamente a una quantità definita di ossido di calcio per litro. La durezza varia notevolmente da una regione all’altra, perché dipende dalle rocce attraversate dalle acque sotterranee nel rispettivo bacino idrografico: un substrato ricco di calcare dà origine ad acqua dura, mentre un terreno granitico tende a produrre acqua più dolce. Consultare il rapporto sull’acqua potabile del gestore locale permette di capire qual è la situazione prima di scegliere un determinato tipo di filtro.

Come si calcola il valore in °dH a partire dai valori di calcio e magnesio

Il valore in °dH riassume in un unico numero le concentrazioni misurate di calcio e magnesio, ponderando ciascuno dei due ioni in base alla sua quota della durezza totale. I gestori dell’acqua pubblicano di solito questi valori nel rapporto annuale sull’acqua potabile, insieme a una classificazione che va da dolce a molto dura. Un filtro per rubinetto a carbone attivo o in ceramica, in pratica, non modifica questo valore, come spiega più nel dettaglio la sezione successiva.

Che cosa fa davvero un filtro a carbone attivo per rubinetto

Il carbone attivo agisce per adsorbimento: le molecole si depositano sull’enorme superficie interna del carbonio poroso, che può raggiungere diverse centinaia di metri quadrati per grammo di carbone attivo. Questo meccanismo rende il carbone efficace contro i composti organici, il sapore e l’odore di cloro e le particelle fini che restano intrappolate nei pori e nel letto filtrante circostante. Il carbone attivo ha invece un’efficacia nettamente minore sulla maggior parte degli ioni inorganici, perché hanno carica e struttura diverse da quelle delle molecole organiche per cui il materiale è stato sviluppato principalmente.

Per questo filtro per rubinetto, le informazioni del produttore descrivono quattro strati in successione: un blocco di carbone ricavato dal guscio di cocco contro sedimenti e sapori indesiderati, uno strato arricchito d’argento contro la proliferazione microbica nella cartuccia, un terzo strato che, secondo il produttore, è mirato ai depositi di calcare e uno strato KDF, anch’esso pensato per contenere la proliferazione microbica e rendere la cartuccia più durevole. Queste informazioni provengono dalla pagina del prodotto e sono dichiarazioni del produttore, non valori misurati e verificati in modo indipendente; descrivono la funzione per cui è stata progettata la cartuccia, non la misura in cui le singole sostanze vengono effettivamente ridotte nell’acqua di rete di casa.

Perché i filtri a carbone attivo e in ceramica non riducono la durezza (né il valore TDS)

Gli ioni di calcio e magnesio si comportano in modo fondamentalmente diverso dal cloro o dalle molecole organiche sulla superficie del carbone attivo. Sono piccoli, completamente disciolti e hanno una carica che interagisce a malapena con la struttura porosa del carbonio. È dimostrato che il carbone attivo lega debolmente la maggior parte degli ioni inorganici; da ciò si può dedurre che calcio e magnesio si comportano in modo simile, anche se la fonte di riferimento non menziona singolarmente questi due ioni. Un elemento filtrante in ceramica funziona secondo un principio diverso, cioè la filtrazione meccanica attraverso pori molto fini; questo aiuta a trattenere particelle e alcuni microrganismi, ma non modifica nemmeno i minerali disciolti, che sono abbastanza piccoli da attraversare qualsiasi dimensione dei pori ragionevole.

Il valore TDS (total dissolved solids, solidi disciolti totali) misura complessivamente tutte le sostanze disciolte nell’acqua, non soltanto quelle che ne influenzano il gusto o l’odore. L’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) indica un valore guida non vincolante di 500 mg/l, al di sopra del quale sono riportati, tra i possibili effetti, la durezza e le incrostazioni calcaree: un’indicazione dello stretto legame tra durezza e TDS, anche se i due valori non sono identici. Un filtro che non rimuove gli elementi responsabili della durezza non può quindi ridurre in misura significativa nemmeno il valore TDS, anche se riduce in modo percepibile il cloro, i sedimenti e alcune sostanze presenti in tracce.

Le informazioni del produttore relative a questo filtro non indicano esplicitamente alcuna riduzione della durezza o del valore TDS; i quattro strati sono descritti come utili per gusto, odore, sedimenti e proliferazione microbica nella cartuccia, non per i minerali disciolti. Ciò coincide con la spiegazione fisica esposta sopra: questo tipo di filtro non è tecnicamente progettato per rimuovere il calcare in senso proprio, e questo non cambia aggiungendo uno strato alla cartuccia o prolungando il ciclo di filtrazione.

La differenza tra «meno sapore di calcare» e «meno calcare»

Un gusto più delicato dopo aver installato un filtro a carbone attivo si spiega di solito con l’eliminazione dell’odore di cloro e delle particelle di sedimento, non con un cambiamento della durezza: è facile confondere queste due sensazioni, anche se descrivono fenomeni diversi. Chi vuole verificare dopo l’installazione se la durezza è davvero cambiata può accertarlo in modo affidabile solo con un test di durezza o misurando il TDS prima e dopo, non basandosi soltanto sul gusto.

Che cosa aiuta davvero contro il calcare

Chi vuole ridurre la durezza dell’acqua stessa ha bisogno di un trattamento diverso dal carbone attivo o dalla ceramica: un addolcitore a scambio ionico. Questi impianti scambiano gli ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio, un principio che riduce la durezza in modo misurabile e duraturo, purché il letto di resina venga rigenerato regolarmente con una soluzione salina. A differenza di un filtro a carbone attivo, un addolcitore modifica effettivamente la composizione minerale dell’acqua, perché scambia gli ioni responsabili della durezza con altri, invece di limitarsi ad adsorbirli.

Gli impianti di addolcimento vengono quasi sempre installati centralmente nella conduttura dell’acqua dell’abitazione, subito dopo il contatore, per fornire acqua addolcita a tutta la casa, e non come accessorio montato su un singolo rubinetto. Questo rimanda a una questione generale di installazione, che riguarda la categoria degli apparecchi che modificano l’acqua collegati ai rubinetti, non un difetto di un prodotto specifico: un’uscita del rubinetto priva di un’adeguata protezione contro il riflusso può spingere l’acqua dall’apparecchio collegato nella conduttura dell’acqua potabile, invece di farla scorrere in una sola direzione. Un esperto del settore idraulico e del riscaldamento fa notare che in un apparecchio di questo tipo possono insediarsi alghe, batteri o funghi, che in assenza di una protezione contro il riflusso possono raggiungere la conduttura di alimentazione; per questo consiglia di non trattare come un semplice accessorio a innesto un apparecchio che deve rimanere collegato al rubinetto in modo permanente: è meglio rivolgersi in anticipo a un’impresa specializzata, che verifichi o realizzi la protezione contro il riflusso secondo le norme DIN pertinenti (DIN EN 1717, DIN 1988-100).

Su cosa concentrarsi invece per un filtro per rubinetto come questo

Una volta chiarito che cosa può fare un filtro a carbone attivo e in ceramica e che cosa non può fare, vale la pena considerare le caratteristiche che contano davvero per questa categoria di filtri. Il selettore integrato tra acqua filtrata e non filtrata permette di passare all’acqua non filtrata per lavare i piatti o le mani e di preservare la cartuccia per l’acqua da bere e da usare in cucina; così la cartuccia dura più a lungo rispetto a un filtro che funziona sempre in modalità di filtrazione.

Prima di acquistare un filtro di questo tipo, vale inoltre la pena verificare che la filettatura di collegamento e la forma siano compatibili con il proprio rubinetto, poiché la maggior parte dei modelli è progettata per un’uscita standard specifica e non si adatta facilmente a qualsiasi rubinetto.

Filtro per rubinetto in acciaio inox con selettore tra acqua filtrata e non filtrata
Il filtro per rubinetto in acciaio inox con cartuccia a 4 strati e selettore, qui come esempio pratico di questo tipo di filtro.

Chi vuole soprattutto ridurre il sapore e l’odore di cloro e i sedimenti nell’acqua di rete ottiene proprio questo con un filtro di questo tipo; chi invece vuole principalmente ridurre la durezza dell’acqua ha bisogno di un impianto di addolcimento, in aggiunta o in alternativa. Fare questa distinzione prima dell’acquisto evita la delusione di aver installato un filtro che mantiene la sua promessa principale — migliorare l’acqua dal rubinetto — ma non risolve il problema del calcare che ha spinto molti acquirenti a sceglierlo.

Conclusione

Un filtro anticalcare per rubinetto con cartuccia a carbone attivo o in ceramica migliora il gusto e l’odore e trattiene i sedimenti, ma modifica appena gli elementi disciolti responsabili della durezza e, di conseguenza, il valore TDS. Sapendolo prima dell’acquisto, è possibile scegliere la soluzione adatta al proprio obiettivo: questo tipo di filtro per il gusto e il cloro, un impianto di addolcimento per ridurre davvero il calcare. Chi vuole approfondire la misurazione del TDS può trovare ulteriori informazioni nella spiegazione dettagliata dei valori TDS e dei malintesi più diffusi, mentre la panoramica delle sostanze presenti nell’acqua di rete europea inquadra il calcare insieme al cloro e ad altre sostanze. Chi vuole sapere come verificare in modo indipendente le dichiarazioni dei produttori sui filtri per rubinetto può consultare l’analisi dei test sui filtri per rubinetto; chi invece possiede già un filtro e vuole pulire i depositi di calcare visibili sull’alloggiamento può seguire le istruzioni per pulire il filtro per rubinetto.

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