Hydrion ceramic faucet filter on white.

Microplastiche nell’acqua del rubinetto: cosa sappiamo e cosa dovrebbe dimostrare un filtro

Non è possibile rispondere alla domanda sulla presenza di microplastiche nell’acqua del rubinetto con un unico dato, perché il termine comprende particelle di dimensioni molto diverse e perché gli studi finora condotti utilizzano metodi differenti. In base alle conoscenze attuali, ancora limitate, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera basso il rischio; i gestori tedeschi degli acquedotti riferiscono valori molto bassi o non rilevabili nelle proprie reti e, allo stesso tempo, la stessa OMS ammette che non esiste ancora un metodo di misurazione uniforme. Chi acquista un filtro per rubinetto pubblicizzato con il termine «microplastiche» dovrebbe quindi sapere a quale dimensione delle particelle si fa riferimento, con quale metodo è stato eseguito il test e quanto era vecchia la cartuccia al momento della prova: sono proprio questi tre dati a determinare se un’affermazione dimostra davvero qualcosa.

  • «Microplastiche» non indica una singola dimensione delle particelle, ma un intervallo compreso approssimativamente tra 0,1 e 100 micrometri; spesso, inoltre, la dimensione dei pori del metodo di analisi utilizzato influisce sul risultato della misurazione.
  • Al momento, l’OMS e alcuni gestori tedeschi degli acquedotti ritengono con cautela che non vi siano motivi di preoccupazione, ciascuno con le proprie riserve sulla disponibilità dei dati.
  • Per le particelle più piccole mancano ancora sia metodi di rilevamento affidabili sia studi sulla filtrazione.
  • La pagina prodotto del filtro per rubinetto Hydrion non riporta affermazioni sulle microplastiche: descrive la filtrazione delle particelle e un effetto sul sapore e sull’odore del cloro.

Cosa comprende il termine «microplastiche» e perché la dimensione delle particelle fa la differenza

Il termine «microplastiche» fa pensare a una sostanza unica e chiaramente definita, ma in pratica comprende un ampio intervallo di dimensioni. I Berliner Wasserbetriebe classificano le particelle di plastica in tre categorie in base alle dimensioni: il mesoplastico comprende particelle da 0,1 a 5 millimetri, le microplastiche vanno da circa 0,1 a 100 micrometri e, al di sotto, nell’intervallo da 1 a 100 nanometri, inizia la categoria delle nanoparticelle (Berliner Wasserbetriebe). Questa classificazione non è una semplice questione di definizioni: determina cosa è stato effettivamente misurato in due diverse affermazioni sull’argomento.

La dimensione è centrale per la questione dei possibili effetti sulla salute perché il corpo assorbe in modo diverso le particelle più grandi e quelle più piccole. L’OMS afferma che è molto probabile che le particelle superiori a circa 150 micrometri non vengano assorbite dal corpo umano, mentre i dati sull’assorbimento delle particelle più piccole sono molto più limitati. È proprio in questa fascia inferiore, la meno studiata, che il rilevamento e la filtrazione sono più difficili: un legame che ricorre nel resto dell’articolo.

Per quanto riguarda le misurazioni, vale un principio simile: un metodo di analisi basato su una determinata dimensione dei pori del filtro non può, in linea di principio, rilevare le particelle più piccole di quei pori, indipendentemente da quante siano effettivamente presenti nell’acqua. Un risultato come «non sono state trovate microplastiche» dice quindi innanzitutto qualcosa sul metodo utilizzato, prima ancora di dire qualcosa sull’acqua in sé.

Cosa dicono i gestori tedeschi degli acquedotti e l’OMS sulle microplastiche nell’acqua potabile

Nel 2019, nella sua sintesi più completa dei dati disponibili fino a quel momento, l’OMS ha concluso che, in base alle conoscenze attuali, ancora limitate, le microplastiche nell’acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute, chiedendo espressamente ulteriori ricerche (OMS, 2019). Non si tratta dunque di un via libera senza riserve, ma di una valutazione provvisoria basata su ciò che è stato possibile misurare finora.

Per la propria rete, i Berliner Wasserbetriebe si spingono oltre: l’acqua potabile di Berlino proviene da falde profonde e attraversa almeno 30 metri di terreno, uno strato che, secondo il gestore, trattiene le particelle insolubili, comprese le microplastiche. Su questa base, il gestore afferma che l’acqua potabile di Berlino è priva di microplastiche. Si tratta di un’affermazione relativa a una specifica area di captazione e alla sua filtrazione geologica, non all’acqua del rubinetto in tutta la Germania.

Gelsenwasser riferisce che, in un’indagine condotta nel 2018 presso l’impianto di trattamento di Haltern, le concentrazioni di microplastiche misurate rientravano nell’intervallo dei valori in bianco analitici, cioè al limite oltre il quale il metodo non riusciva più a distinguerle dal rumore di fondo (Gelsenwasser). Tre fonti diverse, tre affermazioni leggermente diverse, tutte corrette di per sé, purché non vengano generalizzate fino a farne un’unica conclusione valida per ogni caso.

Perché è raro poter confrontare direttamente i risultati di due studi sulle microplastiche nell’acqua

L’OMS stessa indica come priorità della ricerca lo sviluppo di metodi di misurazione standardizzati. Ne consegue che, finora, manca uno standard comune tra gli studi. In assenza di un metodo condiviso, è opportuno leggere con cautela un confronto diretto tra due numeri riportati in due studi diversi, anche se entrambi sono stati condotti con rigore.

Il Science Media Center ha interpellato alcuni esperti, che descrivono così la situazione: il rilevamento affidabile di particelle inferiori a circa un micrometro non è ancora consolidato; gli studi attendibili sulla filtrazione si concentrano su particelle superiori a circa 50 micrometri e, secondo i ricercatori intervistati, finora non esistono studi sulla filtrazione delle particelle inferiori a 10 micrometri (Science Media Center). Ciò corrisponde all’intervallo dimensionale descritto nella prima sezione: proprio delle particelle più piccole e meno studiate si sa meno riguardo al loro comportamento nel corpo e nei filtri.

Per fare un confronto, secondo l’OMS, nei grandi impianti tecnici come quelli di trattamento delle acque reflue, una fase di depurazione avanzata, la terza, con filtrazione può trattenere oltre il 90 per cento delle microplastiche. È un dato che si riferisce a un contesto completamente diverso, quello dei grandi impianti di depurazione con più fasi, anziché di una singola cartuccia sul rubinetto, e non può essere semplicemente applicato a un dispositivo domestico compatto. Mostra tuttavia che anche in questo caso la dimensione delle particelle resta il parametro tecnico decisivo.

Cosa può fare meccanicamente un filtro per rubinetto e cosa afferma davvero la pagina prodotto del filtro Hydrion

In linea di principio, un filtro per particelle trattiene ciò che è più grande della sua dimensione minima effettiva dei pori e lascia passare ciò che è più piccolo. Come descritto nella sezione precedente, sono proprio queste due variabili, la dimensione dei pori e il metodo utilizzato per verificare l’efficacia, a determinare il valore di un’affermazione sul filtro.

La pagina prodotto del Hydrion Filtro per rubinetto in ceramica e carbone attivo descrive una cartuccia sostituibile che combina uno strato di ceramica porosa con carbone attivo. La ceramica è indicata come responsabile della filtrazione delle particelle, mentre il carbone attivo dovrebbe migliorare il sapore e l’odore del cloro nell’acqua del rubinetto già trattata. La pagina prodotto non specifica una dimensione dei pori né un intervallo delle dimensioni delle particelle testato.

Hydrion Filtro per rubinetto in ceramica e carbone attivo, vista frontale
Il filtro per rubinetto Hydrion combina uno strato di ceramica e carbone attivo in una cartuccia sostituibile.

Perché una dichiarazione del produttore, da sola, non costituisce una prova

Una dicitura come «filtrazione delle particelle» descrive un funzionamento, non un limite di prestazione verificato. Senza indicazioni sulla dimensione dei pori, sul metodo di prova e sull’età della cartuccia al momento del test, non è possibile ricavarne un’affermazione attendibile sulle microplastiche. La pagina prodotto del filtro Hydrion non menziona le microplastiche e presenta il dispositivo come una soluzione per migliorare sapore e odore e ridurre i sedimenti nell’acqua del rubinetto già trattata, non come una soluzione testata o certificata per una specifica classe di contaminanti.

Tra gli altri dati riportati nella pagina prodotto figurano una portata nominale di 1,2 litri al minuto, un corpo compatto montato direttamente sul rubinetto, con selettore manuale e senza collegamento elettrico, e una durata della cartuccia di circa sei mesi come valore indicativo, che può variare a seconda della qualità dell’acqua e della quantità utilizzata. Per capire se il carbone attivo modifica un valore misurato con un misuratore TDS, vale la pena consultare l’articolo sul significato del TDS nell’acqua: il carbone attivo agisce sul sapore, sull’odore e su determinate sostanze organiche, non sui minerali disciolti che determinano il valore TDS.

Tre domande a cui dovrebbe rispondere ogni pubblicità di filtri che fa riferimento alle microplastiche

Dalle sezioni precedenti si può ricavare una breve lista di controllo riutilizzabile. Chi legge un’affermazione pubblicitaria sulle microplastiche e su un filtro per l’acqua può valutarla sulla base di tre domande.

DomandaCosa indica una risposta precisaCosa suggerisce una risposta vaga o mancante
Quale intervallo di dimensioni delle particelle è stato effettivamente testato?Un intervallo preciso in micrometri, idealmente con l’indicazione se comprende anche la fascia difficile da rilevare al di sotto di circa 10 micrometri.La sola parola «microplastiche», senza alcun numero, oppure un intervallo che copre esclusivamente le particelle più grandi, facili da filtrare.
Quale metodo di misurazione è stato utilizzato per la verifica?Un metodo di analisi identificato e verificabile, idealmente con il riferimento a un laboratorio di prova o a una norma.Nessuna indicazione sul metodo, oppure un semplice riferimento a «test interni» senza ulteriori dettagli.
Quanto era vecchia la cartuccia al momento del test?Un’indicazione sull’età della cartuccia, poiché una cartuccia nuova e una quasi esaurita possono funzionare in modo molto diverso.L’omissione di questo dato, che lascia incerto se il risultato valga per l’intera durata di utilizzo.

Come esercizio, vale la pena prendere una pubblicità qualsiasi che faccia riferimento alle microplastiche e valutarla riga per riga sulla base di questa tabella. Un’affermazione come «rimuove le microplastiche» può essere valutata solo se indica le dimensioni, il metodo e l’età della cartuccia; se manca anche uno solo di questi tre dati, non è chiaro cosa sia stato effettivamente verificato, per quanto plausibile possa sembrare l’affermazione.

Come valutare queste informazioni e cosa considerare in seguito

In sintesi: al momento, l’OMS e alcuni gestori tedeschi degli acquedotti tendono a ritenere che non vi siano motivi di preoccupazione, ciascuno con le proprie riserve sulla disponibilità dei dati; inoltre, le lacune nel rilevamento e nella filtrazione delle particelle più piccole implicano che questa valutazione potrebbe cambiare con metodi migliori. Non è una contraddizione, ma la normale condizione di una questione di ricerca per la quale i metodi devono ancora raggiungere le domande a cui si cerca di rispondere.

La pagina prodotto del filtro per rubinetto Hydrion con cartuccia in ceramica e carbone attivo lo presenta come un prodotto per l’uso quotidiano: per migliorare sapore e odore e ridurre i sedimenti nell’acqua del rubinetto già trattata, con una portata nominale di 1,2 litri al minuto e una cartuccia che, secondo il produttore, dura circa sei mesi. Chi è interessato dovrebbe valutare queste caratteristiche dichiarate in base alle proprie esigenze, anziché aspettarsi una soluzione contro le microplastiche che la stessa pagina prodotto non propone.

Chi cerca una panoramica più ampia sui contaminanti la trova nell’articolo panoramico sui contaminanti nell’acqua del rubinetto in Europa; chi invece è più preoccupato per i residui disciolti, come i pesticidi, può approfondire nell’articolo sui residui di pesticidi nell’acqua del rubinetto. Chi sta invece considerando una soluzione per tutta la casa, anziché per un singolo rubinetto, trova un’analisi dei pro e dei contro nella guida alla filtrazione dell’acqua domestica.

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