Hydrion H2 Molecular Hydrogen, 90 Tablets

Si possono mettere compresse di idrogeno nel caffè, nel succo o nell’acqua frizzante?

Sì, se si lascia cadere una compressa Hydrion H2 nel caffè, nel succo o nell’acqua frizzante, fa effervescenza proprio come nell’acqua naturale, perché la reazione che produce idrogeno dipende dalla compressa stessa, non dal liquido in cui finisce. Ciò che cambia è la quantità di idrogeno che rimane effettivamente disciolta al momento di bere: calore, acidità e carbonazione già presente influiscono ciascuno in modo diverso sul risultato, e nessuno di questi fattori è stato misurato direttamente per queste specifiche bevande. Quanto segue, quindi, si basa su ragionamenti chimici e non su risultati di laboratorio relativi a caffè, succo o acqua frizzante.

  • L’effervescenza della compressa è dovuta alla reazione del magnesio con un acido contenuto nella compressa stessa, quindi reagisce in qualsiasi liquido, non solo nell’acqua.
  • Una bevanda più acida, come il caffè o il succo, tende ad accelerare la reazione, ma una reazione più rapida non significa che una maggiore quantità di idrogeno resti disciolta nella bevanda.
  • Un liquido più caldo può semplicemente trattenere meno gas disciolto, perciò la temperatura incide sulla perdita di idrogeno più dell’acidità.
  • L’acqua frizzante è già vicina alla propria capacità di trattenere gas, quindi resta meno spazio perché l’idrogeno della compressa rimanga disciolto una volta agitata la bevanda.
  • Le istruzioni d’uso di Hydrion per questa compressa indicano acqua a temperatura ambiente o fresca, non caffè, tè, succo o acqua frizzante.

Cosa succede a livello chimico quando una compressa entra in contatto con una bevanda acida

La compressa Hydrion H2 genera idrogeno attraverso la reazione tra il magnesio che contiene e un acido organico incluso nella sua formulazione, producendo un sale di magnesio e idrogeno gassoso. La reazione dipende dall’acido contenuto nella compressa e dall’acqua presente nel liquido, non dal sapore o dagli ingredienti della bevanda: per questo la compressa reagisce sia nell’acqua filtrata, sia nel succo d’arancia o nel caffè nero.

Uno studio pubblicato su compresse effervescenti che generano idrogeno ha rilevato che un pH circostante più basso accelera la stessa reazione tra magnesio e acido, favorendo la dissoluzione dello strato che si forma sulla superficie del magnesio e ripristinandone più rapidamente la superficie reattiva (fonte: Formulation and Characterization of an Effervescent Hydrogen-Generating Tablet). Il caffè e il succo sono entrambi più acidi dell’acqua naturale, quindi una compressa lasciata cadere nell’uno o nell’altro può fare effervescenza in modo sensibilmente più rapido e vigoroso.

È facile scambiare questa effervescenza più rapida per un risultato migliore, ma le bollicine vigorose indicano soprattutto che l’idrogeno viene prodotto e rilasciato rapidamente, non che una quantità maggiore resti disciolta al momento di bere. La velocità di produzione e la ritenzione sono due cose diverse, e la sezione successiva parla proprio della ritenzione.

Perché il calore è un problema maggiore dell’acidità

La temperatura ha un effetto più diretto dell’acidità sulla quantità di idrogeno che finisce nel bicchiere. Quando un liquido si riscalda, i gas disciolti diventano meno solubili: è lo stesso motivo per cui una bibita in lattina calda perde le bollicine in pochi minuti, mentre una fredda le mantiene molto più a lungo (fonte: Solutions of Gases in Water, Chemistry LibreTexts). L’idrogeno disciolto segue la stessa regola, quindi una compressa lasciata cadere nel caffè caldo finisce in un liquido che non può trattenere tanto gas quanto la stessa acqua a temperatura ambiente.

Le istruzioni d’uso di Hydrion per questa compressa ne tengono direttamente conto: indicano di scioglierla in acqua a temperatura ambiente o fresca e specificano che l’acqua calda può ridurre la ritenzione dell’idrogeno. Questo non cambia il gusto del caffè né il modo in cui si comporta come caffè: una bevanda calda continua a fare esattamente ciò che ci si aspetta da una bevanda calda. Significa però che è improbabile che la quantità di idrogeno indicata sull’etichetta della compressa resti intatta in un liquido caldo come farebbe nell’acqua fresca; perciò è meglio considerare l’eventuale idrogeno presente in una bevanda calda un’aggiunta gradita su cui non si può contare, anziché una dose garantita.

Acqua frizzante: perché le bollicine già presenti ostacolano quelle nuove

L’acqua frizzante presenta un problema diverso dal caffè o dal succo, perché non parte da una condizione priva di gas. Contiene già anidride carbonica disciolta e si trova vicino al proprio punto di saturazione per quella temperatura e per la pressione a cui è stata carbonata (fonte: Solutions of Gases in Water, Chemistry LibreTexts). Un liquido già vicino alla capacità massima di un gas ha meno spazio per trattenerne anche un secondo; inoltre, ogni volta che si apre la bottiglia, si versa l’acqua o la si lascia riposare, parte della CO2 già presente fuoriesce e il liquido viene ulteriormente agitato.

Lasciare cadere una compressa di idrogeno in un liquido già così agitato e vicino alla saturazione offre al nuovo idrogeno più occasioni di fuoriuscire insieme alla CO2, anziché restare disciolto. Non sono state pubblicate misurazioni precise della quantità di idrogeno che rimane nell’acqua frizzante; si tratta quindi di una previsione ragionata basata sul funzionamento della solubilità dei gas, non di un dato sperimentale da considerare preciso.

Differenze di gusto e pratiche tra caffè, succo e acqua frizzante

Oltre al sapore, caffè e succo condividono una proprietà rilevante: sono entrambi sensibilmente più acidi dell’acqua naturale, il che corrisponde alla maggiore effervescenza della compressa descritta sopra, non a un problema di gusto specifico legato all’idrogeno. Che si noti o meno il sapore della compressa è una questione a parte e dipende soprattutto dall’intensità del gusto già presente nella bevanda: un leggero sapore minerale si nota facilmente in qualcosa di neutro come l’acqua, ma si perde facilmente in una bevanda saporita come il caffè nero o il succo d’arancia. Per una risposta più completa, leggi che sapore hanno le compresse di idrogeno e come migliorarlo.

Queste differenze di gusto non cambiano la quantità di idrogeno che rimane disciolta, che dipende dalla temperatura e dalla quantità di gas già presente, non dal sapore. Chi desidera informazioni specifiche sulla preparazione di caffè o tè con acqua idrogenata prodotta in una bottiglia, invece di lasciare cadere direttamente una compressa in una bevanda calda, può trovare un approfondimento separato su questa perdita di idrogeno dovuta al calore.

Se vuoi provarci comunque

Se preferisci fare una prova anziché attenerti esattamente alle istruzioni del produttore, una bevanda a temperatura ambiente con poca o nessuna carbonazione preesistente mantiene condizioni più vicine a quelle per cui la compressa è stata formulata e viene presentata sull’etichetta. Un bicchiere di succo fresco, per esempio, si discosta meno da queste condizioni rispetto a una tazza di caffè caldo o a un bicchiere di acqua frizzante.

Qualunque cosa tu decida di provare, la compressa Hydrion H2 è testata e indicata sull’etichetta per un solo uso specifico: sciolta in acqua a temperatura ambiente o più fredda. Solo in questo caso è previsto che valga il dato di 8 ppm riportato sull’etichetta; considera quindi qualsiasi altra bevanda un esperimento, non un modo equivalente per raggiungere lo stesso valore. Per verificare quanta quantità di idrogeno è arrivata nel bicchiere, puoi iniziare da come testare l’acqua con gocce o un misuratore; la guida completa a dosaggio e tempistiche della compressa illustra la routine di base su cui si fonda questo articolo. Chi confronta i contenitori anziché le bevande può consultare anche il confronto misurato tra bottiglia chiusa e bicchiere aperto.

Bottiglia di compresse di idrogeno molecolare Hydrion H2, 90 compresse, formula da 8 ppm
Le compresse Hydrion H2 sono testate e indicate sull’etichetta per l’uso in acqua a temperatura ambiente o fresca.
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