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Consumi d’acqua in casa: lavatrice, lavastoviglie e doccia e possibili perdite

Non è possibile rispondere con un unico valore valido per tutti alla domanda su quanta acqua consuma davvero una lavatrice per ciclo. Il valore ufficiale è riportato sull’etichetta energetica UE del singolo apparecchio, per il programma Eco 40-60 a pieno carico nominale, insieme alla capacità di carico, alla durata del programma e alla classe di centrifuga (fonte: Verbraucherzentrale Bayern). Per capire se il consumo complessivo della propria abitazione rientra nella norma o potrebbe invece indicare una perdita, conviene quindi considerare tutti i principali consumi domestici: lavatrice, lavastoviglie, doccia, bagno e sciacquone contribuiscono insieme alla maggior parte della bolletta mensile dell’acqua.

  • La cura del corpo (bagni e docce) rappresenta la quota maggiore del consumo domestico di acqua potabile, con il 36%, seguita dallo sciacquone con il 27%.
  • Il bucato rappresenta circa il 12%, mentre lavaggio dei piatti, pulizie e giardinaggio incidono ciascuno per il 6%; cibo e bevande per il 4%.
  • Il consumo esatto di acqua per ciclo della propria lavatrice è riportato sull’etichetta energetica UE dell’apparecchio, non in una tabella generale valida per tutti i modelli.
  • Un aumento costante del valore del proprio contatore, che non si spiega con la stagione, la presenza di ospiti o un nuovo apparecchio, è un segnale di perdita molto più affidabile del confronto con un valore medio nazionale.

Perché il consumo totale, da solo, dice poco

Nel 2023, in Germania, il consumo medio di acqua potabile era di 121 litri per persona al giorno (fonte: BDEW, il dato della settimana). Questo dato, preso da solo, dice poco sul fatto che i consumi della propria abitazione siano nella norma o insoliti, perché comprende voci molto diverse: bagni, docce e cura del corpo sono al primo posto con il 36%, seguiti dallo sciacquone con il 27%, dal bucato con circa il 12%, dal lavaggio dei piatti e dalle pulizie o dal giardinaggio, ciascuno con il 6%, e da cibo e bevande con il 4%. Solo conoscendo queste percentuali è possibile attribuire in modo utile il valore del proprio contatore a uno o più consumi.

È interessante anche osservare l’andamento nel tempo: nel 1990 il consumo medio pro capite era ancora di 147 litri al giorno; da allora è diminuito del 18%. Una parte di questa riduzione è dovuta agli elettrodomestici più efficienti, il che spiega perché una lavastoviglie di dieci anni fa o una vecchia cassetta di scarico spesso consumino molta più acqua rispetto a un modello attuale nella stessa abitazione. Il confronto storico dimostra soprattutto una cosa: l’età degli apparecchi influisce sui consumi più di quanto molti pensino.

Lavatrice: come valutare correttamente il consumo d’acqua per ciclo

Non esiste un valore indicativo attendibile valido per tutte le lavatrici, perché il consumo dipende dalla struttura dell’apparecchio, dal programma scelto e dal carico effettivo. Fa invece fede l’etichetta energetica UE obbligatoria: riporta il consumo d’acqua in litri per ciclo con il programma Eco 40-60 a pieno carico nominale, accanto alla capacità di carico, alla durata del programma e alla classe di centrifuga. Per conoscere il valore in litri del proprio apparecchio, quindi, non bisogna consultare un prospetto generale, ma l’etichetta o il database dei prodotti del produttore.

Dove si trova esattamente il valore sull’etichetta?

Il valore in litri indicato si riferisce espressamente al pieno carico con il programma Eco. Se la lavatrice è caricata solo a metà o per un quarto, il bilancio effettivo cambia sensibilmente, perché il consumo d’acqua e di energia per chilogrammo di bucato è allora superiore a quello del test. Nella pratica, il programma scelto, la temperatura, un prelavaggio aggiuntivo e il carico influiscono sul consumo effettivo più della sola classe di efficienza energetica: ecco perché conviene controllare il menu dei programmi prima di confrontare i consumi della propria lavatrice con un valore riportato sull’etichetta. Un aumento improvviso e significativo del flusso d’acqua durante un ciclo di lavaggio in corso, tuttavia, può avere anche una causa del tutto diversa; l’articolo sui tubi di carico della lavatrice scoppiati spiega nel dettaglio come distinguere un tubo scoppiato dalle normali variazioni.

Lavastoviglie: quanti litri sono normali?

Una lavastoviglie moderna ed efficiente consuma in media meno di 9 litri d’acqua per ciclo (fonte: Verbraucherzentrale Südtirol). Con tre cicli di lavaggio alla settimana, il consumo arriva a circa 1.400 litri all’anno. Una lavastoviglie di circa dieci anni, invece, consuma più facilmente circa 3.000 litri all’anno, perché gli apparecchi più datati non dispongono né dei sensori moderni né dei programmi a risparmio idrico oggi abituali. Se si nota un consumo insolitamente alto e si possiede un apparecchio datato, è quindi opportuno considerare innanzitutto l’età della macchina come una spiegazione plausibile, prima di sospettare una perdita.

Per confronto, lavare i piatti a mano sotto l’acqua corrente consuma in media tra 50 e 70 litri per lavaggio, a seconda della tecnica utilizzata. Una lavastoviglie moderna può quindi essere molto più efficiente del lavaggio a mano sotto l’acqua corrente, purché sia caricata quasi completamente: anche in questo caso, infatti, il dato del produttore si riferisce a un ciclo a pieno carico, non a tre piatti sciacquati a mano ogni giorno senza necessità.

Doccia e bagno: la voce singola più consistente

Con una quota del 36%, bagni, docce e cura del corpo rappresentano la voce singola più consistente dei consumi idrici domestici, prima ancora dello sciacquone. Ciò dipende, da un lato, dalla frequenza e, dall’altro, dalla durata: un bagno nella vasca richiede molta più acqua di una doccia breve, ed è proprio qui che è possibile risparmiare in modo misurabile. Sostituire un bagno nella vasca con una doccia di cinque minuti consente di risparmiare in media circa due terzi dell’acqua (fonte: Verbraucherzentrale Südtirol).

Da questo dato, però, non si può ricavare un valore fisso in litri al minuto per la propria doccia, perché la portata esatta dipende dal soffione installato e dalla pressione dell’acqua nell’abitazione. Senza il dato del produttore relativo al proprio soffione, qualsiasi valore indicativo al minuto resta una stima approssimativa. Per sapere quanto consuma davvero una determinata doccia, il modo più semplice è misurarla personalmente con un secchio e un cronometro, invece di affidarsi a un dato generico trovato su Internet.

Lo sciacquone: la seconda voce più consistente

Con il 27%, lo sciacquone segue di poco bagni e docce ed è quindi la seconda voce singola più consistente dei consumi domestici. La differenza tra le cassette di scarico vecchie e quelle moderne è notevole: le cassette moderne con doppio pulsante richiedono in genere solo 3 o 6 litri per scarico, mentre quelle più vecchie senza pulsante di risparmio consumano spesso 9 litri o più per scarico (fonte: Verbraucherzentrale Südtirol). Con più scarichi al giorno per ogni persona, questa differenza si accumula nell’arco di un anno fino a raggiungere una quantità considerevole, visibile sul contatore anche se non c’è alcun guasto.

Come confrontare i propri consumi con la media

Le percentuali indicate servono come riferimento generale, non come previsione esatta per una singola abitazione. Il numero di persone, le abitudini quotidiane e la presenza di apparecchi vecchi o nuovi modificano sensibilmente i valori effettivi, aumentandoli o riducendoli. Osservare il proprio contatore per diversi mesi permette di farsi un’idea più realistica rispetto al confronto con un dato medio nazionale.

Le variazioni stagionali sono del tutto normali: nelle calde giornate estive il fabbisogno idrico di un’abitazione può aumentare fino al 60%, ad esempio per l’irrigazione del giardino, le docce più frequenti o il riempimento di una piscina. Un aumento del genere a luglio, quindi, non è un segnale d’allarme, ma è prevedibile. È più utile scegliere un periodo di confronto omogeneo, che tenga conto della stagione e delle presenze in casa, ad esempio lo stesso mese dell’anno precedente, invece di mettere a confronto due singoli giorni qualsiasi.

Quando una variazione può indicare una perdita

Due osservazioni sono molto più indicative di un singolo importo elevato in bolletta. Il primo segnale d’allarme: il contatore continua a muoversi anche quando è evidente che non sta scorrendo acqua, ad esempio di notte o quando tutti i rubinetti e gli apparecchi di casa sono chiusi. Il secondo segnale d’allarme: un aumento costante che si protrae per più periodi di fatturazione e non si spiega con la stagione, la presenza di ospiti o l’acquisto di un nuovo apparecchio. Chi desidera consultare l’elenco delle cause concrete di una bolletta già sensibilmente troppo alta lo trova nella panoramica sui motivi più frequenti di una bolletta dell’acqua elevata; l’articolo sul rilevamento delle microperdite spiega quanto possa essere piccola una perdita e risultare comunque rilevabile con affidabilità.

È proprio qui che è utile tenere sotto controllo il proprio consumo di base in modo continuativo, invece di limitarsi a leggere il contatore ogni tanto. Un misuratore di portata che effettua misurazioni continue controlla il flusso d’acqua con un sensore a ultrasuoni con una risoluzione di 0,01 GPM e invia una notifica tramite app non appena il flusso si discosta dal profilo abituale dell’abitazione; in questi casi, la valvola motorizzata può anche interrompere automaticamente l’erogazione dell’acqua. Un allarme, da solo, però, non ferma una perdita: si limita a segnalarla. La valvola di chiusura automatica è il componente aggiuntivo che interrompe effettivamente l’erogazione. Per saperne di più su questa categoria di apparecchi, consulta la guida ai rilevatori intelligenti di perdite d’acqua; chi si chiede come installare un apparecchio di questo tipo insieme a un filtro per l’acqua domestica sul rubinetto principale può trovare indicazioni nella guida alla filtrazione dell’acqua domestica.

Rilevatore di perdite d'acqua intelligente per tutta la casa con valvola di spegnimento automatico installato sulla conduttura principale dell'acqua
Il misuratore di portata viene installato direttamente sulla conduttura principale dell’acqua e monitora continuamente i consumi dell’intera abitazione.

Conoscere, anche solo a grandi linee, come si ripartiscono i propri consumi tra lavatrice, lavastoviglie, doccia, bagno e toilette permette quindi di distinguere una normale variazione stagionale da un’anomalia vera e propria, senza dover leggere il contatore di persona ogni giorno.

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